aprile 28th, 2010 by STAFF

Con questo terzo articolo della serie andiamo ad approfondire i temi riguardanti la salute delle popolazioni che convivono con il nucleare e la sicurezza delle centrali. Le centrali nucleari che vogliono costruire in Italia avranno tecnologia francese che dicono essere molto sicura, tant’è che in Francia c’è mediamente una perdita di materiale radioattivo ogni tre giorni. Si badi bene poi che quando si parla di emissioni radioattive che sono al di sotto delle soglie di sicurezza, non vuol dire che non ci sono e poi queste soglie sono concordate a tavolino. In pratica se io vivo vicino ad una centrale nucleare con soglia di radioattività nella zona inferiore alla “soglia di sicurezza” nessuno può assicurarmi che io non svilupperò mai tumori leucemie o che i miei figli non erediteranno danni al DNA. Tutte queste cose non sono scaturite solo dal nucleare, i tumori possono essere scatenati da molti fattori, ma vivere per anni in una zona ricca di radiazioni, anche di bassa entità di certo da un aiuto. Mi chiedo se uno qualsiasi dei politici che chiamano a gran voce il nucleare voglia accettare di vivere con le loro famiglie nei primi 5 km attorno ad una centrale dove i livelli di leucemia infantile crescono di ben 4 volte. C’è poi anche il problema della sicurezza, i francesi riguardo le loro centrali dicono che sono a prova di 11 settembre, ma un documento confidenziale dice che in realtà questo non è confutabile. La persona che ha diffuso questo documento in Francia ora è sotto processo per aver messo a rischio la sicurezza del paese. Inoltre si sostiene che anche in zone sismiche, perchè l’Italia è quasi tutta sismica, non ci saranno problemi per le centrali. Chi sostiene queste cose o è male informato o lo fa deliberatamente oppure ha la memoria corta, il 16 luglio 2007 ci fu un terremoto di magnitudo 6,6 con epicentro vicino alla centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa nel sismicissimo Giappone. Questa è stata la prima centrale al mondo di III generazione, per inciso è stato costruito il primo reattore nel 1985, quindi la tecnologia che ci vogliono propinare è tutt’altro che nuova. Furono liberati in mare 1,2 metri cubi di acqua per la piscina per combustibile esausto e l’impianto di ventilazione rilasciò nell’aria per tre giorni particolati di vari isotopi radioattivi. Secondo fonti governative Giapponesi queste fughe sono trascurabili, ma innegabilmente il terremoto ha danneggiato la struttura che è stata ferma per parecchio tempo, giusto per fare una analogia, il terremoto dell’Irpinia fu di magnitudo 6,9.
Un capitolo a parte lo merita poi Chernobyl, questa tragedia secondo una stima ufficiale ha provocato 65 morti, sembra una barzelletta ma è il frutto di uno scellerato accordo. Nei primi anni ‘50 quando cominciò la proliferazione nucleare l’OMS espresse preoccupazione per i danni genetici che questa tecnologia poteva causare. Poco dopo l’AIEA (Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica) il cui scopo è lo sviluppo e la sponsorizzazione del nucleare nel mondo firmò un accordo con l’OMS. Queste agenzie hanno in comune che fanno entrambe parte dell’ONU ed il contenuto dell’accordo sanciva che l’OMS non può emettere dati o studi che possano danneggiare la reputazione dell’AIEA: l’omertà globalizzata! In base a questo l’AIEA bloccò nel ‘95 gli atti della conferenza di Ginevra il cui argomento di discussione erano i danni di Chernobyl e tutt’ora non si sa niente di quella conferenza.
Che ci furono solo 65 morti anche un bambino capisce che questo è un insulto all’intelligenza umana, le sostanze radioattive modificano il DNA in modo permanente e possono sia provocare danni somatici, ovvero sulla persona che ha subito le radiazioni, danni che possono essere a breve e lungo termine, ma anche danni genetici che si esplicano nelle generazioni successive. E qui si parla di malformazioni congenite, malattie genetiche e mutazioni che rimangono nel DNA e che costituiranno una predisposizione ad altre malattie come il cancro.
Tra più di 100 anni ancora ci saranno danni derivati da quel terribile incidente, la cifra andrebbe ritoccata un po’ al rialzo. Ma non preoccupatevi, siamo in buone mani, tra tre anni il cancro non sarà più un problema.
Davide Montesarchio
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Domenica 2 maggio dalle 10:30 alle 13:00 potrai venire a firmare in Piazza Primavera, per promuovere il referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua.
Comitato ACQUA PUBBLICA Pomigliano d’Arco
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aprile 25th, 2010 by STAFF


La Democrazia, quella vera, ha bisogno di tempo per affermarsi con forza, perchè è presa di coscienza del valore di ogni singolo e di ognuno in relazione con gli altri, è lenta ma inesorabile. Il Movimento 5 stelle non ha espresso consiglieri nè in Regione nè al Consiglio comunale di Pomigliano, la scommessa più grossa, però, era un’altra: uscire dall’ombra in cui ci aveva relegati il sistema dell’informazione, avere l’opportunità di incontrare gente, al di fuori della rete, che avesse le nostre stesse idee, che intendesse la politica come servizio, come volontariato e non come privilegio. Questa scommessa è stata vinta. Siamo passati da pochi, pochissimi cittadini liberi e attivi a tanti. Persone che in quest’ultimo mese si sono impegnate in prima persona, che ci hanno messo la faccia ed il tempo perchè credevano nelle idee e nel progetto, senza alcun interesse che non fosse il bene collettivo. Il nostro impegno ha forse regalato la speranza in chi era completamente disilluso dalla politica. Oggi chi aveva iniziato tre anni fa l’esperienza del meetup, dalle raccolte firme dei Vday alle riprese del consiglio comunale non è più solo. Non siamo più soli, siamo un network. Era questa la sfida che ci siamo dati con queste elezioni, diventare tanti o scomparire. Continuare sempre a camminare a testa alta, non chinando mai la testa davanti all’arroganza del potere e affermando sempre la nostra libertà e la dignità di uomini e cittadini, ma ripensare alla nostra vita come un percorso individuale. Invece no, il percorso sarà sempre più collettivo. Sarà questa la nostra grande forza. Persone non numeri, anime non zombie che, liberamente ed interconnessi in rete, saranno una forza che cambierà il mondo. Grazie a chi ci crede e a chi ha deciso di dedicare un ritaglio della sua vita a tutti noi.
Oggi è partita la raccolta firme per promuovere il Referendum contro la privatizzazione dell’Acqua e ogni singolo cittadino deve sentirsi parte attiva del Comitato per l’Acqua pubblica di Pomigliano. Un comitato che non ha colore politico e che, come l’acqua, deve essere trasparente e di tutti.
Da oggi, tutte le domeniche nelle principali piazze della città ci saranno banchetti per la raccolta firme per promuovere i tre quesiti referendari. Firma e partecipa all’organizzazione iscrivendoti al gruppo creato su Facebook.
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aprile 15th, 2010 by STAFF

di Davide Montesarchio – La frase che i membri del governo hanno imparato a memoria è: “il nucleare è una energia a basso costo che ci renderà finalmente indipendenti dal petrolio e dal gas russo”.
Questa (dis)informazione è una balla di dimensioni gigantesche, perchè chi ha l’uranio? Giacimenti di uranio degni di nota si trovano in Sudafrica, Stati Uniti, Gabon, Niger, Australia, Kazakistan e poi,rullo di tamburi…in Russia. In pratica non cambierà niente dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico, perchè le scorte italiane sono irrisorie, quindi dovremo sicuramente importarlo ed il paese più vicino, con le scorte maggiori e con cui abbiamo migliori rapporti è la Russia. Si deve poi considerare anche il prezzo dell’ossido di uranio che viene utilizzato nei reattori nucleari, questo è stato in calo fino al 2001, anno nel quale ha raggiunto il suo prezzo più basso, ovvero 7$ a libbra, nel 2007 è diventato invece di 135$ a libbra ed è in continua crescita. In una intervista molto interessante, Isabelle Chevalley, chimica, presidente e fondatrice di Ecologie libérale, un partito svizzero che per inciso è di centro destra; sostiene che è molto difficile che vengano scoperti nuovi giacimenti di uranio e che le miniere di uranio non vengono più sfruttate a fondo perchè è antieconomico e la progressiva mancanza di uranio dovrebbe cominciare a farsi sentire tra il 2015 ed il 2025, proprio quando entreranno in funzione le nostre centrali nucleari italiane. L’estrazione dell’uranio è molto costosa e presenta numerosissimi rischi sia per chi lavora nelle miniere sia per l’ambiente, perchè durante l’estrazione viene liberato il radon, un gas radioattivo ed altri prodotti di decadimento radioattivi. L’uranio poi proprio come il petrolio non può essere utilizzato grezzo, ma deve essere raffinato, questo processo si chiama arricchimento e serve ad innalzare la concentrazione dell’isotopo 235. Il procedimento è complesso e costoso e da 100 Kg di uranio metallico si ricavano al massimo 12,5 Kg di uranio arricchito (combustibile nucleare) e 87,5 Kg di uranio impoverito. Questo secondo tipo di uranio è connotato da una densità molto elevata ed ha utilizzi sia in campo civile come contrappeso in applicazioni aerospaziali, ma soprattutto in campo militare. Per questo processo di arricchimento non abbiamo le infrastrutture, quindi lo dovremmo comperare già arricchito con un sovrapprezzo. Inoltre non dipenderemo dall’estero solo per l’uranio arricchito, ma anche per le scorie, l’Italia non possiede centri di stoccaggio permanenti delle scorie radioattive ed attualmente una buona parte delle scorie le mandiamo in Francia ed Inghilterra, pagando ovviamente il trasporto e l’affitto. Il nucleare è un settore in continua perdita che si finanzia solo grazie alla costruzione di nuove centrali nucleari da parte dello stato, nel 2007 il nucleare era a crescita zero, mentre l’eolico era a +37%. Inoltre per verificare la tesi dell’indipendenza energetica basta guardare appena fuori dei nostri confini nazionali. La Francia con 58 centrali nucleari continua ad importare energia dall’estero, gli Stati Uniti con più di 100 centrali nucleari sono il secondo paese che importa più petrolio al mondo, il primo è il Giappone che possiede ben 53 centrali nucleari. Un affare no?
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aprile 13th, 2010 by STAFF

Sul Blog nei prossimi giorni saranno pubblicati una serie di articoli di Davide Montesarchio per far luce sulla questione delle Centrali Nucleari in Italia e in Campania.
Ci siamo lasciati l’ultima volta con le alternative energetiche all’inceneritore. Passato il periodo elettorale e soprattutto alla luce dei risultati delle elezioni è obbligatorio porsi una domanda e cercare di darle risposta. Il governo, che ha in pianificazione la costruzione di nuove centrali nucleari ha deciso di aspettare il dopo elezioni regionali per presentare i siti dove verranno costruite le nuove centrali. Questa mossa è ovvia perchè la corte costituzionale con una sua sentenza ha sancito che per localizzare le centrali nucleari ci deve essere un accordo tra stato e regioni. Basta fare due più due per capire che una centrale nucleare ci tocca in modo quasi matematico. In Italia il discorso nucleare è rimasto fermo al 1987 dove con un referendum venne messa fine all’avventura nucleare italiana. E’ importante ricordare che il referendum non vietava il nucleare in modo diretto, ma imponeva dei consistenti paletti al nucleare in Italia, quindi l’insieme delle limitazioni e della percentuale delle votazioni a favore di esse (circa l’80,6%) determinò l’abbandono del nucleare. Con il senno di poi quel referendum è stato fallimentare, perchè la scelta venne presa non con cognizione di causa, ma sull’onda del terrore scatenato dagli incidenti nucleari di Three Mile Island (1979) e Chernobyl (1986), e perchè non metteva al riparo da un ritorno al nucleare. All’epoca le conoscenze dell’opinione pubblica sul nucleare erano di bassissimo livello e sono rimaste così fino ad ora, dato che tutti pensavano che il nucleare in Italia non sarebbe tornato, nessuno si è informato a riguardo.
L’avventura nucleare italiana è nata negli anni ‘60, nel 1966 eravamo i terzi produttori mondiali di energia nucleare dopo Stati Uniti e Regno Unito. Le centrali nucleari presenti in Italia sono 4: Latina, Sessa Aurunca, Trino e Caorso. Queste centrali sono state spente sia per via del referendum, sia per guasti, come quella di Sessa Aurunca che subì un grosso guasto nel 1978 e venne chiusa nel 1982 perchè non conveniva più ripararla. Le centrali nucleari non vengono chiuse come un bar o una fabbrica che si chiude la porta e finisce li, in tutte le centrali nucleari italiane ci sono centinaia di persone che lavorano tutt’oggi per tenere sotto controllo la radioattività e l’integrità strutturale degli impianti. Questi lavori sono stati eseguiti dalla SOGIN, che è nata da una costola dell’ENEL, questa è stata un vero e proprio serbatoio per i politici e per i loro interessi personali e clientelari, da parte del senatore Aleandro Ronchi è stata proposta una interrogazione parlamentare per far luce sulle assunzioni di parenti ed amici di politici. Per di più nel 2004 il presidente Berlusconi con il suo piano di abbassare le tasse aprì un buco nelle finanze italiane, buco che venne coperto con prelievi prima di 100 poi di 135 milioni di euro all’anno dalla SOGIN che non si deve dimenticare che viene pagata con le nostre tasse. Questo modo di gestire la SOGIN ha fatto si che la gestione degli impianti e delle scorie nucleari in Italia sia stata a dir poco scorretta. Le scorie sono tenute in condizioni precarie negli stessi impianti o in depositi temporanei, altre ancora sono state sotterrate. Ci sono stati in questi anni circa una ventina di eventi di perdita di materiale radioattivo che ha inquinato il terreno e le falde acquifere, eventi dovuti al cattivo stoccaggio del materiale ed alla cattiva gestione delle centrali. Di fianco al reattore della centrale del Garigliano staziona una ciminiera che mostra i segni dell’invecchiamento e dovrebbe essere stata abbattuta già da tempo per evitare che cada sul reattore. Ad essere stati gestiti male sono stati anche gli indennizzi, questi non sono stati ripartiti in modo equo, ad esempio a Saluggia dove sta il 90% della concentrazione della radioattività dovuta alla centrale di Trino è arrivato solo il 30% dei fondi (circa 5,7 milioni), a Trino (feudo dell’onorevole Roberto Russo, ex DC poi FI e PDL) dove sta il 10% della radioattività è arrivato più del 50% degli indennizzi (più di 11 milioni di euro). Questi sono solo alcuni esempi di come è stato gestito (male) il nucleare in Italia a centrali spente, a centrali accese e con continua produzione di scorie radioattive si può solo immaginare i danni che le clientele a la malapolitica italiana possono fare.
Davide Montesarchio
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aprile 11th, 2010 by STAFF

L’avventura del Movimento 5 Stelle è nata un po’ per caso in tutta Italia, gruppi di cittadini liberi in rete hanno deciso di condividere idee, informazioni e iniziative.
Il segreto di queste persone sta nel divertirsi. Da una parte ci sono politici dallo sguardo cupo sempre più preoccupati per la loro eterna precarietà. Dall’altra ci sono cittadini liberi, con un proprio lavoro, che partecipano alla vita pubblica del comune o della regione con il sorriso sulle labbra.
Finchè ci sarà divertimento non ci sarà mai sconfitta, la forza di questo Movimento sarà l’ironia, più si arrabbieranno più li prenderemo per il culo e alla fine una risata li seppellirà.
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aprile 8th, 2010 by STAFF

Il MoVimento Cinque Stelle non è un partito, non ha segretari, coordinatori e rappresentanti. Nel movimento ognuno vale uno. Ognuno pensa e agisce come meglio crede. Non c’è nessuna linea dettata dall’alto, la linea è la partecipazione diretta di ogni singolo alla vita pubblica, è l’autodeterminazione, personale e in rete, una rete fisica e virtuale tra cittadini di una comunità che attraverso il confronto delle idee renda tutti più informati e consapevoli, più partecipi e responsabili.
La partecipazione del Movimento alla competizione elettorale, a Pomigliano come dappertutto, è stata una prova di libertà unica. Metterci la faccia quando sia da destra che da sinistra sei visto come il nemico è un atto di libertà straordinario. Raccogliere centinaia di firme autentiche, essere sulla scheda elettorale al pari di chi ha investito migliaia di euro per una sedia in consiglio comunale ed essere arrivati a poco dall’eleggere un ragazzo che fosse il terminale di questo network in consiglio non ha davvero prezzo.
I quasi 700 voti raccolti non sono in vendita e non si possono comprare. Non sono merce di scambio. Non sono voti in cambio di. Non sono neppure voti di protesta come insiste a dire la stampa al soldo. E’ bene che se lo mettano in testa anche i competitors che domenica prossima andranno al ballottaggio: il risultato elettorale del MoVimento è frutto di coerenza, di un percorso lungo anni, di battaglie e iniziative concrete contro la privatizzazione della politica ad opera dei partiti. Un voto dato al Movimento è stato un voto dato alle idee, al programma costruito in rete dai cittadini di Pomigliano, un voto per l’Acqua Pubblica, per una gestione dei rifiuti verso Rifiuti Zero, per la trasparenza e una democrazia diretta e partecipata attraverso internet. Forse molte persone che hanno votato il movimento non avrebbero proprio votato. Cittadini informati, incazzati e a tratti rassegnati all’ipocrisia dei finti governi del fare e delle finte opposizioni. Stanchi di essere presi in giro dalle finte bandiere, dalla finta destra e sinistra e stanchi di scegliere sempre tra il male assoluto e il male minore. Queste 700 persone ed altre che dopo il risultato delle elezioni hanno conosciuto il movimento, si sono avvicinate, hanno letto il programma e condividono le idee ed il percorso dal basso, sapranno scegliere chi votare, se votare, senza nessun condizionamento o dichiarazione ufficiale di qualche fantomatico leader del movimento pomiglianese.
E’ bello vedere che a qualche giorno dal voto i due big in campo rincorrano i cittadini e facciano loro le idee del movimento, come la trasparenza e la partecipazione, le dirette delle sedute del Consiglio comunale e sorprende la marcia indietro del PD che dopo aver affidato la gestione dell’acqua alla Gori SpA inizia a parlare di acqua pubblica. Siamo felici che tutti iniziano a parlare di cose serie, forse però non hanno capito che non ci sarà più intermediario che tenga. E chiunque sarà eletto la democrazia nelle decisioni che verranno prese non sarà più una elargizione del potere ma un diritto da garantire come presupposto di civiltà.
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Sabato alle 17:00 presso il Centro Sociale Città del sole (Vico Giuseppe Maffei a San Gregorio Armeno, 18), si terrà la RIUNIONE GENERALE del Meetup di Napoli, organizzato da Roberto Fico. Chi vuole partecipare, può organizzarsi da Pomigliano contattandoci QUI
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aprile 3rd, 2010 by STAFF

Mezzo milione di italiani ha votato per il MoVimento 5 Stelle (… in sole cinque regioni). Hanno votato molti giovani che erano disinteressati della gestione della cosa pubblica. E’ l’inizio di un percorso.
Il MoVimento si è inserito in una partita tra bari, in cui la combine elettorale era preparata a tavolino. Pdl e Pdmenoelle si spartiscono da 15 anni le zone di influenza del Paese e la gestione degli appalti. Il popolo sovrano non ha scelta, o vota uno, o vota l’altro, senza conoscere le logiche spartitorie sottostanti. La prova provata dell’inciucio è nella scelta dei candidati regionali da parte di D’Alema (Bersani è solo il suo portavoce, sempre più afono). Solo i nomi richiamano le sconfitte di Canne, Waterloo, della foresta di Teutoburgo e di Caporetto. Scegliere Loiero in Calabria, Megaloman De Luca in Campania, e l’ectoplasma Penati in Lombardia è stato come salire su un ring con il braccio destro legato dietro alla schiena. Delle due l’una: o la direzione pdimenoellina è costituita da tafazzi masochisti, o è stato un voto di scambio a livello regionale. Il Pdmenoelle aveva già perso alla presentazione delle liste. La stessa scelta di Boccia in Puglia era un immenso favore al centrodestra, senza le primarie vinte da Vendola, il Pdmenoelle avrebbe perso anche quella regione. E’ stato un negoziato, con il Piemonte assegnato al Pdmenoelle e l’unica incognita del Lazio in cui, senza la mancata presentazione delle liste del Pdl, la Polverini avrebbe stracciato la Bonino.
Bersani ha dichiarato: “L’inversione di tendenza c’è tutta, si vede dalla conquista della maggioranza delle regioni”. Rimuovetelo al più presto da segretario, delira, come ha delirato sulla TAV, sugli inceneritori, sulla gestione pubblica dell’acqua. Il MoVimento non ha avuto nessuna copertura da parte dei telegiornali della RAI: Tg1, Tg2, Tg3 e Rainews24 (dati Agcom). Per la maggioranza degli italiani non è esistito. Ora esiste, ha un programma, 60.000 iscritti, consiglieri regionali sicuramente in Piemonte e in Emilia Romagna. E’ un MoVimento di proposte, con un Programma, di giovani, di condivisione, di incensurati. Non è di destra, né di sinistra: è avanti. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene): Noi neppure.
beppegrillo.it
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marzo 31st, 2010 by STAFF

Luca Errico ha ottenuto 676 voti. Per un centinaio di voti non siamo riusciti a superare lo sbarramento del 3%. Ma circa 700 voti ci dicono che questa città sente il bisogno di partecipare.
Loro non si arrenderanno mai, noi neppure! Stay tuned.
Inserito in Pomigliano |
marzo 28th, 2010 by STAFF

Luca Errico candidato sindaco di Pomigliano d’Arco e Beppe Grillo a P.zza Municipio con i candidati del MoVimento Pomigliano 5 stelle.
Inserito in Pomigliano |
marzo 28th, 2010 by STAFF

Beppe Grillo a P.zza Municipio con i candidati del MoVimento Pomigliano 5 stelle.

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marzo 24th, 2010 by STAFF

Estratto confronto candidati sindaci di Pomigliano 22 marzo 2010 centro Paolo Borsellino. Organizzato dai commercianti di Pomigliano d’Arco.
Inserito in Pomigliano |
marzo 23rd, 2010 by STAFF

Venerdì 26 marzo alle ore 18:00 Beppe Grillo sarà a Pomigliano in Piazza Municipio per chiudere la campagna elettorale del Movimento Pomigliano cinque Stelle!
******variazione*******
Beppe sarà in Piazza Municipio anziché in Piazza Primavera, stesso giorno stessa ora.
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marzo 22nd, 2010 by STAFF

Via Roma da splendido viale alberato a cimitero dei platani, ridotti a monconi per l’ignoranza o la malafede dell’amministrazione comunale e di chi ha materialmente “potato” o meglio attentato alla sopravvivenza di un patrimonio ambientale oltre che storico e paesaggistico della nostra città. Riportiamo la email inviataci da Daniela.
Ciao Ragazzi,
E’ da tempo che seguo il blog ed è bello sapere che anche nella realtà pomiglianese c’è finalmente qualcuno pronto ad ascoltare e prendere in considerazione l’opinione di noi cittadini. Ne approfitto, quindi, per richiamare l’attenzione di tutti su uno dei problemi che più mi sta a cuore: vivo in questo paese da più di quarant’anni e, se è vero che il verde pubblico non è mai stato al centro dell’attenzione delle varie amministrazioni succedutesi, mai come oggi è stato così poco importante da essere totalmente eliminato. Quella che vi invio è una veduta di via Roma: quello che una volta era un bellissimo viale alberato dove i platani facevano da protagonisti regalando a tutti la loro ombra e la loro frescura nel periodo estivo. Visto che a Pomigliano sono in aumento tutte quelle malattie legate all’inquinamento atmosferico causato dai gas di scarico delle auto, dall’immondizia, dall’inceneritore ed altro mi chiedo: ma gli alberi, con la loro funzione di ossigenazione, non sarebbe meglio preservarli anziché ridurli in pietosi monconi esposti più facilmente all’attacco dei parassiti e condannandoli quindi a morte certa? Un grazie di cuore per l’impegno che mettete in tutto quello che fate ed un’esortazione a continuare così sempre e comunque.
Ciao
Daniela
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