Archivio categoria ‘Pomigliano’

POMIGLIANO – VENDESI PARCO PUBBLICO – Vive le fédéralisme?

mercoledì, luglio 28th, 2010
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La Grecia si vende le isole? Noi la superiamo, mettiamo all’asta 11.009 beni con il federalismo demaniale, dal teatro Sacher al monte Cristallo. I Comuni sono sull’orlo del fallimento per investimenti folli. In alcuni casi, come a Catania e a Roma, il Governo ha coperto le perdite di centinaia di milioni di euro per evitare l’interruzione dei servizi pubblici. Ora i soldi sono finiti. Le casse dello Stato sono un colabrodo. Il debito pubblico ha sfondato i 1.800 miliardi di euro. Per evitare la chiusura dei Comuni hanno inventato una manovra delinquenziale. L’esproprio e la messa in vendita dei beni dello Stato. Roba nostra, dei cittadini. Il meccanismo è semplice. Lo Stato cede la proprietà del demanio ai Comuni che lo mettono in vendita al miglior offerente con il vincolo (?) che l’alienazione serva a ridurre il debito pubblico. Vendere a chi? Ai costruttori e alla criminalità organizzata sotto prestanome. Perché è così che finirà con buona pace delle anime belle in Parlamento. Il territorio italiano viene messo “a ricavo”. Non è territorio storico, naturalistico, affettivo che tocca la nostra vita, il nostro passato, i nostri figli. No! E’ “un ricavo” che ora non rende a sufficienza allo Stato (stima 189 milioni). Per questi cialtroni le Dolomiti sono un ricavo, non un patrimonio dell’Umanità. Nell’elenco dei beni che potrebbero andare all’asta (pubblicato ieri) c’è anche il Parco pubblico di Pomigliano, la villa comunale intitolata a Papa Giovanni Paolo II (al valore inventariale di 1.451.899,00 €). Per correre nel parco potrebbero farci pagare il biglietto. Una passeggiata all’aria aperta potrebbe costarci una manciata di sporchi denari. Le bellezze della nostra Italia diventeranno alberghi, resort, cemento, palazzi, aree private sottratte alla comunità. Questo fa male al cuore! Si vendono l’Italia per coprire la loro incapacità, per spostare un po’ più avanti la lancetta del default. Se non li fermiamo non ci rimarrà nulla, neppure gli occhi per piangere. L’Italia è nostra non di quattro politicanti e di sindaci falliti. Per impedire lo scempio i cittadini dovranno partecipare all’asta di beni di loro proprietà perché rimangano pubblici. A questo siamo arrivati…

Se la crisi non viene annunciata non c’è. Quando si congeleranno i titoli di Stato diranno che è una misura temporanea. Se faranno un prelievo dai conti correnti ci spiegheranno che è per il rilancio del Paese. La parola crisi è tabù. Moriremo forse di fame, ma in buona salute. Tremorti ci spezza, ma non si piega.

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La replica dell’assessore al bilancio dopo che l’agenzia del demanio ha inserito la villa nei beni da vendere. Romano: “Ritengo che vi sia un errore…”. “E’ già stato dato mandato per risolvere questa situazione agli uffici tecnici”

Acqua pubblica …a chiacchiere!

lunedì, luglio 12th, 2010

E’ l’ultima beffa a danno dei cittadini, quelli che ancora credono nei partiti, nella loro funzione di collegamento tra comunità e istituzioni. Credi di essere rappresentato da chi porta avanti battaglie che condividi come quella dell’acqua pubblica poi, però, senza un meccanismo democratico di decisione e senza discussione con gli iscritti, il partito piazza un consigliere d’amministrazione nell’Arin SpA, una delle più grandi società di gestione di risorse idriche del mezzogiorno. E neppure un comunicato ufficiale che giustifichi la nomina. Sperando che questa, forse, passi inosservata. Ma alla rete non sfugge nulla. E’ così che Rifondazione Comunista e Sinistra Ecologia e Libertà pur sostenendo la campagna referendaria per l’acqua pubblica non hanno avuto alcun pudore a spartirsi la torta della stessa acqua che il referendum dorrebbe sottrarre alla lottizzazione della politica. Alla faccia della coerenza! Solo una nota su Facebook tardiva e con motivazioni fragili di Domenico De Falco neo consigliere in quota RC. E i leaders di partito, i mandanti, quelli che hanno caldeggiato le nomine nel CdA dell’Arin, perchè non escono allo scoperto a difendere le proprie ragioni e il loro partito? Forse sanno bene di essere indifendibili. Ma non ha importanza, ora l’attenzione è sulla Fiat sempre che quando si spegneranno i riflettori anche su questa non abbandoneranno il campo e come per l’acqua non pugnaleranno alle spalle anche i lavoratori e via così verso un nuovo palcoscenico più illuminato.

Questo è solo l’ultimo atto di una politica ipocrita che predica bene e razzola male. Nessun partito è esente da questa amara realtà.

Primus inter pares il PD che a Pomigliano ha privatizzato la gestione dell’acqua affidandola alla Gori SpA ma che poi in campagna elettorale (solo al ballottaggio) voleva ripubblicizzarla. Oggi però mantiene nel CdA il Vicepresidente Michele Caiazzo omonimo e cugino del consigliere comunale PD.

L’IDV che promuove il suo referendum per l’acqua pubblica che invece salvaguarda le spa.

Infine lo strano caso dei rappresentanti del PDL pomiglianese che hanno firmando per il referendum ma si guarderanno bene dall’opporsi alle decisioni che sempre il partito gli calerà dall’alto.

E i Giovani Democratici e i Giovani Comunisti che faranno? Continueranno a fare i separati in casa salvo poi riconciliarsi sotto elezione quando ci sarebbe solo da mandare i cari leades affanculo?

GUARDA IL MANIFESTO

Il Comune di Pomigliano su Facebook ed è subito Censura

mercoledì, giugno 30th, 2010

Quando la campagna elettorale per le comunali era entrata nel vivo avevamo iniziato ad interrogarci. Ci chiedevamo se non fossimo stati prevenuti e se non avessimo solo preconcetti verso la politica e i politici in generale e più in particolare verso l’attuale maggioranza di centro-destra che, pur imbarcando ex assessori e consiglieri di centro-sinistra, pur avendo come candidato sindaco un ex socialista, ex sindaco ed ex senatore, si presentava come la novità. La propaganda, a fior di quattrini, che trasforma merda in oro, questa sì, non riusciamo proprio ad accettarla: “Un’Anima per Pomigliano” e poi “Pomigliano libera” suonavano tanto di slogan truffa per le casalinghe di Voghera. “Libera da chi se siete sempre i soliti a far danni?” ci chiedevamo.
Ma più la competizione elettorale si faceva fitta di comizi, dichiarazioni d’intenti a mezzo stampa e confronti tra candidati, più il nostro programma diventava il programma di tutti.
Trasparenza, diretta streaming del Consiglio comunale, partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, nuovo sito internet del Comune che desse la possibilità ai cittadini di interagire direttamente con l’amministrazione e tanto altro. Improvvisamente le ragioni che avevano spinto la nostra candidatura venivano sposate da tutti e soprattutto da Lello Russo, altro “dominus” di Pomigliano nel periodo pre-tangentopoli, fuori dalla scena politica da vent’anni per problemi giudiziari, ora di centro-destra, ora illuminato, ora contro l’arroganza della politica, quindi più credibile di chi nel centro-sinistra negli ultimi quindici anni d’amministrazione e finanche in campagna elettorale si era chiuso nelle stanze del potere.
Avevamo pensato che in un modo o nell’altro qualcosa potesse cambiare, con o senza di noi in Consiglio comunale e che la cittadinanza attiva potesse da sola bastare a spingere verso la buona politica. Con o senza consiglieri a 5 stelle. Forse però ci siamo illusi troppo presto. Avevamo sperato che già il primo Consiglio comunale fosse trasmesso via internet e quando questo sogno non si è avverato abbiamo pensato che la nuova amministrazione non avesse avuto il tempo di metter su la cosa e ci siamo attivati. Perchè non si può sempre e solo recriminare. Così abbiamo trasmesso la prima seduta del Consiglio sul blog. Ma quando ci siamo resi conto che anche le altre sedute non sarebbero state trasmesse, abbiamo girato un video in cui il candidato Sindaco Russo s’impegnava a trasmetterle.
Poi navigando in rete ci siamo imbattuti nella pagina ufficiale del Comune di Pomigliano su facebook. Abbiamo pensato ad un modo dell’amministrazione per comunicare ed interagire costantemente con i cittadini. Così uno di noi ha condiviso il video sulla bacheca della pagina ma poff, dopo qualche ora il video è sparito. In buona fede abbiamo subito pensato ad un errore dell’amministratore che per sbaglio avesse cancellato il link al video, così l’abbiamo reinserito, ma niente. Altro che partecipazione e trasparenza, ascolto dei cittadini e confronto costante, questa si chiama censura! Altro che la nuova era della democrazia questa è la nuova era dell’ipocrisia nella quale crei uno spazio di interazione con i cittadini ma censuri e rimuovi link e commenti sgraditi.

P.S. Ad un’ora dalla pubblicazione di questo articolo, la pagina facebook ufficiale del Comune di Pomigliano ha tolto qualsiasi possibilità agli utenti di condividere link. Evviva la partecipazione.

P.S.2 Un attimo dopo il comunicato precedente è stata riabilitata la possibilità di condividere link.

P.S.3 Dopo un quarto d’ora i link sono di nuovo disabilitati.

DIETROFRONT E PASSERELLA – Luca Errico vs Lello Russo

domenica, giugno 27th, 2010

Ciao a tutti, sono passati quattro mesi da quando sono finite le elezioni qui a Pomigliano d’Arco, le elezioni comunali. Come tutti ben sapete il centro-sinistra ha perso, con tutti i suoi progetti faraonici: le strisce blu, i mega-centri commerciali. E a Pomigliano adesso governa il centro-destra, coalizione che in campagna elettorale si è assunta diversi impegni. Purtroppo dobbiamo già constatare che su uno di questi impegni ha già fatto dietrofront. Parliamo dell’impegno di trasmettere tutte le sedute del Consiglio comunale in diretta via web. Vediamo l’impegno preso dall’allora candidato sindaco Lello Russo durante la campagna elettorale e confrontiamolo con quanto detto al primo Consiglio comunale tenutosi ad inizio giugno. Prima dice: “…La prima cosa è che i consigli comunali devono essere trasmessi nelle case dei cittadini, su questo non transiggo. Se io dovessi essere Sindaco ognuno di voi avrà la possibilità di ascoltare i vostri rappresentanti e di valutare ciò che fa l’amministrazione.” Dopo, eletto Sindaco, dice: “…Onde dare la più ampia visibilità dell’azione amministrativa favoriremo tutte quelle associazioni o televisioni che vorranno trasmettere sia via web che per tv i nostri Consigli comunali.” Siamo passati da: “l’Amministrazione comunale trasmetterà le dirette del Consiglio comunale a l’amministrazione favorirà chiunque voglia trasmettere il Consiglio comunale”. Ma le dirette del consiglio comunale e quindi la trasparenza del consiglio stesso non può essere delegata a un’associazione, a un movimento o a chicchessia. La sensibilità deve appartenere all’amministrazione comunale e devono provvedere loro a offrire questo servizio alla cittadinanza. Anche perchè, pensate che, in occasione dell’ultimo Consiglio comunale che abbiamo ripreso, c’erano circa mille persone che seguivano la diretta e ci saranno state al massimo trecento persone all’interno dell’aula consiliare. Quindi, se anche quest’amministrazione non riesce a capire l’importanza di questo servizio, che i consiglieri comunali continuassero pure a parlare solo per ascoltarsi. Evidentemente la trasparenza non è un punto fondamentale per l’attuale amministrazione! E’ invece fondamentale fare passerella dinanzi alle telecamere per sostenere un referendum imposto da un’azienda, la Fiat, ai lavoratori, ai quali ha chiesto se morire di fame o lavorare senza diritti. Quest’amministrazione comunale, il Sindaco e tutte le istituzioni che sono scese in campo per appoggiare questo referendum non rappresentano nessuno perchè sono ideologizzati e fanno una battaglia di classe favorendo il più forte. Ci vadano loro in catena di montaggio a quelle condizioni!

Luca Errico

Che fine ha fatto l’influenza A?

giovedì, giugno 24th, 2010


Come spesso accade in Italia, passati diversi mesi da una vicenda, se ci giriamo a guardare indietro riusciamo a comprendere le vere cause di un problema. Lontani dalla propaganda di regime e dalle ansie personali che ne derivano.
In molti ricorderete il bombardamento mediatico dello scorso inverno riguardo l’influenza A: il nuovo male, una cosa bestiale che avrebbe fatto estinguere l’umanità. In realtà si è poi rivelata una
bufala pazzesca intorno alla quale si sono intrecciati conflitti d’interesse spalmati su più livelli sorretti dalla complicità o dall’incompetenza di alcuni giornalisti italiani. La storia inizia nel 2004 quando l’OMS (di cui già ho parlato qualche articolo fa, non in termini lusinghieri) rilascia un documento in cui sono presentate le nuove linee guida sulle pandemie. Un documento che è servito a diversi Stati che lo hanno preso in considerazione, ad affrontare l’Influenza A. Fin qui tutto normale è compito dell’OMS dare indicazioni a livello internazionale su come comportarsi in questi casi, se non fosse che gli “esperti” che hanno firmato questo documento, Fred Hayden, Karl Nicholson e Arnold Monto sono stati più volte in affari con la Roche e la GlaxoSmithKline, due multinazionali del farmaco che producono vaccini antivirali.
Ovviamente le pandemie andrebbero considerate con le molle in quanto non si può prevedere bene la loro diffusione, ma l’OMS avrebbe dovuto informare sul rapporto del conflitto di interessi che invece è stato taciuto. Su questa vicenda è stata comunque avviata un’indagine da parte del Consiglio Europeo per fare luce sul reale pericolo di questa pandemia e su quanto sia stata gonfiata la vicenda. Passando dal livello internazionale a quello locale sappiamo che in Italia ogni anno muoiono 4000 persone per la semplice influenza stagionale, morti di cui nessuno parla a fronte del clamore mediatico che scatenava ogni morto di Influenza A. La verità è che l’influenza uccide soprattutto persone debilitate nel loro sistema immunitario, un fatto normale ma che evidentemente i nostri giornalisti non conoscevano o fingevano di non conoscere in quel reality a cielo aperto che sono diventati i telegiornali italiani. In questa storia di conflitto di interessi noi che siano veramente all’avanguardia, non ci siamo fatti mancare il nostro.
L’Italia ha firmato un contratto secretato (su cui è intervenuta la Corte dei Conti) con la Novartis per la fornitura dei vaccini. Il firmatario del contratto da parte dell’Italia è stato
Maurizio Sacconi, ex ministro della Sanità la cui moglie è direttore generale di Farmindustria, che cura ovviamente gli interessi dell’industria farmaceutica italiana. Il contratto era smaccatamente a favore della Novartis, tra i vari punti c’era che la casa farmaceutica sarebbe stata indennizzata con 24 milioni di euro anche se il vaccino non avesse superato le prove cliniche. Cioè se il vaccino era tossico, la Novartis sarebbe stata pagata lo stesso. Inoltre se le l’Italia per un qualsiasi motivo non avesse ritirato una parte delle dosi, le avrebbe dovute pagare lo stesso e la Novartis passati 90 giorni avrebbe potuto rivenderle. La spesa totale dello stato Italiano è stata di 184 milioni di euro per avere 24 milioni di dosi, quante ne sono state utilizzate? Meno di un milione. Il poco uso è stato dovuto anche al fatto che il vaccino non aveva superato un adeguato periodo di test e probabilmente proprio a questo si addebitano alcuni decessi avvenuti in tutta Europa. L’unica nota positiva in questa storia viene dalla Polonia nella persona di Ewa Kopacz, il ministro della salute polacco che molto saggiamente ha rifiutato il vaccino perchè non aveva svolto i test minimi e soprattutto non erano state indicate ne le controindicazioni ne la composizione.

Davide Montesarchio

Da “Pomigliano non si tocca” a “Toccateci pure e Prendeteci per il culo”

domenica, giugno 20th, 2010

Democrazia? decisioni condivise e partecipate? Eccoci serviti! Non era quello che chiedevamo? E allora ecco che azienda, sindacati e partiti politici di maggioranza e opposizione, con pochissime eccezioni, faranno ancora una volta il gioco del più forte dandoci a bere, questa volta, un bel referendum e scaricando la responsabilità dell’ennesimo attentato alla dignità umana sui diretti interessati, gli operai. Una bella consultazione con gli operai per decidere del futuro della produzione? Per decidere dell’organizzazione del lavoro e perchè no, dei sacrifici che gli operai devono sopportare per il bene dell’azienda? Ma anche no!
Questo è un referendum presa per il culo che nasconde l’aut aut: vuoi vivere o morire? accetti le condizioni imposte dall’azienda o non ci sarà mai più lavoro? Ancora una volta sindacato e politica, deputati a rappresentare gli interessi di tutti, azienda e lavoratori, hanno abdicato al loro compito di mediatori imparziali e tranne poche eccezioni hanno scelto la strada (maliziosa?) del disimpegno. In più questa volta hanno trovato riparo dietro questa farsa del referendum che dovrebbe esimerli da responsabilità ma così non sarà.
In questa lotta alla sopravvivenza oltre ai più deboli chi ne farà le spese saranno i partiti e i sindacati che fanno il doppio gioco, che non prendono una posizione netta o che, se la prendono, è solo a chiacchiere perchè i fatti poi dicono tutt’altra cosa. Gli operai non potranno che votare per la sopravvivenza, è la legge della natura. Ma perchè farci prendere per il culo così? Anche l’umiliazione di sentirsi dire: l’avete voluto voi, l’avete votato. Cornuti e mazziati. Che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Chi ha voluto il finto-referendum e lo sponsorizza fuori dalle palle.

E la nuova amministrazione di Pomigliano pensi ai problemi del Comune invece di scendere in piazza con il sindacato di plastica a manifestare per avere un lavoro sempre più massacrante. Avanti il prossimo e la prossima presa per il culo!

Consiglio Comunale 4 giugno 2010 – VIDEO INTEGRALE

martedì, giugno 15th, 2010

Video integrale della seduta d’insediamento del nuovo Consiglio Comunale di Pomigliano d’Arco.
La durata del video è di 4h 30m. Se il filmato non parte subito attendere qualche minuto.

Alex Zanotelli alla giornata dell’acqua pubblica a Pomigliano

domenica, giugno 6th, 2010

All’inizio doveva essere una semplice raccolta firme nella villa comunale poi è diventato qualcosa di molto più grande e in continuo movimento. Prima sono arrivati i gruppi musicali, poi chi voleva fare una mostra di pittura, altri hanno messo a disposizione l’impianto audio, inoltre ci sarà Padre Alex Zanotelli.
Ormai la miccia è innescata, dopo il flash mob, il 12 giugno sarà il W-DAY, il giorno dell’acqua pubblica a Pomigliano. Decine di persone stanno portando idee per far crescere questo evento e chissà che per fine settimana non si rivoluzioni di nuovo tutto!
Chiunque vorrà esibire una sua arte o una sua passione potrà farlo. Sarà un HAPPENING organizzato a COSTO ZERO, una giornata di grande musica in libertà con gruppi musicali, di ballo, mostre d’arte e con gli interventi di ALEX ZANOTELLI e Consiglia Salvo sul valore dell’acqua pubblica.

Un altro modo per dire ancora una volta NO alla privatizzazione dell’acqua. L’appuntamento è per sabato 12 giugno alle 11:00 alla Villa Comunale.

FLASH MOB ACQUA PUBBLICA Pomigliano d’Arco

domenica, maggio 30th, 2010

Oggi domenica 30 maggio 2010 è stato un giorno importante. A Pomigliano d’Arco in piazza Primavera centinaia di persone libere hanno detto no alla privatizzazione dell’acqua immobilizzandosi per 2 minuti al suono di una tromba.

Il primo Flash Mob a Pomigliano. Spettacolare!

FLASH-MOB PIAZZA PRIMAVERA – istruzioni per l’uso

martedì, maggio 25th, 2010

Ecco in cosa consisterà il flash-mob di domenica 30 maggio che si terrà a Pomigliano in Piazza Primavera alle 12:30. Un’altro modo per protestare contro la privatizzazione dell’acqua. Le fasi del flash-mob saranno scandite dal suono di una tromba da stadio. Ognuno porti con se un ombrello. Da usare nella maniera più originale mentre siamo immobili.

12:25 APPUNTAMENTO Piazza Primavera vicino al banchetto per l’acqua pubblica;

12:30 PRIMO SUONO DI TROMBA DA STADIO – indicherà che bisogna prepararsi al flash, iniziando a muoversi nella direzione in cui si intende poi restare immobili;

12:31 SECONDO SUONO DI TROMBA DA STADIO – tutti restano immobili per due minuti!

12:32 TERZO SUONO DI TROMBA DA STADIO – indicherà la fine del flash mob, è ora di disperdersi.

L’evento durerà in tutto 3 minuti. Quindi la puntualità è d’obbligo. Piazza Primavera dovrà bloccarsi per un minuto. Se hai domande scrivi un commento oppure guarda questo esempio. STAY TUNED.

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Il comitato per l’ACQUA PUBBLICA si riunisce stasera – venerdi 28 maggio – alle ore 19:00 nei locali della chiesa di San Felice. In questa riunione si chiarirà l’organizzazione del FLASH MOB di domenica. Chi avesse qualsiasi tipo di dubbio ci raggiunga anche per proporre idee, opinioni, così da organizzarci al meglio.

Nucleare: ma veramente non ci sono altre strade?

giovedì, maggio 20th, 2010

Il nucleare viene fatto passare come l’unica strada percorribile e ragionevole per avere una fantomatica indipendenza energetica. In questo articolo andremo ad approfondire alcuni esempi tangibili che dimostrano che le vie percorribili sono molte, bisogna solo avere la volontà di percorrerle. Il primo punto su cui si può agire è cambiare lo schema energetico attuale costituito da una centrale, quindi un produttore e le case, i consumatori. Produttore e consumatore con le tecnologie odierne possono arrivare a diventare un tutt’uno, inoltre avere un’unica grossa centrale elettrica che da energia a migliaia di famiglie presenta tutta una serie di inconvenienti. Più grande è la distanza che l’energia percorre dalla centrale fino alla casa più è grande l’energia che si dissipa nell’aria, quindi c’è un grandissimo spreco di fondo in questo sistema. Inoltre se c’è un guasto vanno al buio migliaia di famiglie, invece con una distribuzione diffusa con impianti condominiali e mini centrali ad energia rinnovabile al massimo vanno al buio poche abitazioni, con un minor spreco di energia perchè la distanza percorsa è minore. Inoltre questo schema alternativo può adattarsi alle caratteristiche del territorio, ad esempio una zona ventosa può sfruttare in maggioranza eolico, una zona agricola le biomasse, una zona vulcanica il geotermico. In Campania sprechiamo tantissima energia sia dal punto di vista delle biomasse sia dal punto di vista del geotermico, tutta energia che potremmo sfruttare e non lo si fa. Questo potrebbe rendere questa regione meno dipendente dalle fonti energetiche classiche. Già solo pensare ad una nuova organizzazione della distribuzione energetica consente di razionalizzare l’energia e produrla ad un costo minore sia di tipo monetario che ambientale. Ad Alessandria in un quartiere di nuova costruzione di 20.000 persone, solo coibentando le case i consumi sono passati da 200 kWh/anno a 100 kWh/anno. Questo quartiere poi possiede una centrale a biomassa ed un piccolo villaggio fotovoltaico, tutto questo è stato realizzato collaborando con il politecnico di Torino, quindi i giovani ricercatori hanno trovato progetti in cui far confluire le loro conoscenze senza dover andare all’estero. Ogni singolo alloggio di questo quartiere paga ogni anno 700€ in meno di energia rispetto ad altri alloggi della stessa città. Sfruttare meglio le energie rinnovabili sarebbe stato anche un ottima soluzione ad altri problemi come la disoccupazione e la cassa integrazione in tempo di crisi. A parità di energia prodotta il nucleare crea pochi posti di lavoro che sono ad alta specializzazione, quindi di difficile accesso. Una centrale nucleare non incide dal punto di vista dell’occupazione sul territorio dove viene collocata. Impianti fotovoltaici ed eolici creano moltissimi posti di lavoro in più a media e bassa specializzazione, quindi facilmente accessibili agli abitanti del posto e questo incide molto positivamente sui territori dove sono collocati impianti ad energia rinnovabile. Esempio veramente geniale è quello di http://www.retenergie.it dove a partire da un semplice post in un blog è stata costituita una cooperativa dove i soci possono investire il loro denaro in energie rinnovabili e possono anche ricevere a casa loro l’energia che viene prodotta in un impianto costruito con il capitale sociale della cooperativa.

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I banchetti per la raccolta firme di domenica 23 maggio si terranno a Piazza Primavera dalle ore 11:00, nei pressi della chiesa del Carmine alle ore 11 e nei pressi della chiesa San Pietro dalle ore 10:30. Nei punti di raccolta firme verrano forniti dei volantini circa l’evento “flash mob” di domenica 30 maggio.

Acqua Pubblica, il primo FLASH MOB a Pomigliano

martedì, maggio 11th, 2010

Cosa è il flash mob?
Il flash mob indica un gruppo di persone che si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un’azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. In molti casi, le regole dell’azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l’azione abbia luogo. Ecco un ESEMPIO
Il Comitato per l’acqua Pubblica di Pomigliano sta radunando tutti i cittadini interessati a farlo, a Piazza Primavera il 30 Maggio alle 12:30. Invitate parenti, amici e conoscenti,
Piazza Primavera si dovrà bloccare per 2 minuti!!!
Cosa occorre? Iscrivetevi all’evento su Facebook, Seguiranno indicazioni.

Acqua Pubblica – Venderesti tua madre?

sabato, maggio 8th, 2010

Il 9 maggio, festa della mamma, continua in tutta Italia la raccolta firme per i referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua. In centiania di piazze italiane saranno allestiti i banchetti. Finora sono state raccolte più di 250mila firme.
A Pomigliano d’Arco
i banchetti per la raccolta firme saranno in Piazza Primavera dalle ore 11:00 e in via Terracciano nei pressi della chiesa del Rosario dalle ore 10:30.
L’acqua è madre, non può essere merce per profitti.