NUCLEARE E SICUREZZA: una fuga ogni 3 giorni.
Con questo terzo articolo della serie andiamo ad approfondire i temi riguardanti la salute delle popolazioni che convivono con il nucleare e la sicurezza delle centrali. Le centrali nucleari che vogliono costruire in Italia avranno tecnologia francese che dicono essere molto sicura, tant’è che in Francia c’è mediamente una perdita di materiale radioattivo ogni tre giorni. Si badi bene poi che quando si parla di emissioni radioattive che sono al di sotto delle soglie di sicurezza, non vuol dire che non ci sono e poi queste soglie sono concordate a tavolino. In pratica se io vivo vicino ad una centrale nucleare con soglia di radioattività nella zona inferiore alla “soglia di sicurezza” nessuno può assicurarmi che io non svilupperò mai tumori leucemie o che i miei figli non erediteranno danni al DNA. Tutte queste cose non sono scaturite solo dal nucleare, i tumori possono essere scatenati da molti fattori, ma vivere per anni in una zona ricca di radiazioni, anche di bassa entità di certo da un aiuto. Mi chiedo se uno qualsiasi dei politici che chiamano a gran voce il nucleare voglia accettare di vivere con le loro famiglie nei primi 5 km attorno ad una centrale dove i livelli di leucemia infantile crescono di ben 4 volte. C’è poi anche il problema della sicurezza, i francesi riguardo le loro centrali dicono che sono a prova di 11 settembre, ma un documento confidenziale dice che in realtà questo non è confutabile. La persona che ha diffuso questo documento in Francia ora è sotto processo per aver messo a rischio la sicurezza del paese. Inoltre si sostiene che anche in zone sismiche, perchè l’Italia è quasi tutta sismica, non ci saranno problemi per le centrali. Chi sostiene queste cose o è male informato o lo fa deliberatamente oppure ha la memoria corta, il 16 luglio 2007 ci fu un terremoto di magnitudo 6,6 con epicentro vicino alla centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa nel sismicissimo Giappone. Questa è stata la prima centrale al mondo di III generazione, per inciso è stato costruito il primo reattore nel 1985, quindi la tecnologia che ci vogliono propinare è tutt’altro che nuova. Furono liberati in mare 1,2 metri cubi di acqua per la piscina per combustibile esausto e l’impianto di ventilazione rilasciò nell’aria per tre giorni particolati di vari isotopi radioattivi. Secondo fonti governative Giapponesi queste fughe sono trascurabili, ma innegabilmente il terremoto ha danneggiato la struttura che è stata ferma per parecchio tempo, giusto per fare una analogia, il terremoto dell’Irpinia fu di magnitudo 6,9.
Un capitolo a parte lo merita poi Chernobyl, questa tragedia secondo una stima ufficiale ha provocato 65 morti, sembra una barzelletta ma è il frutto di uno scellerato accordo. Nei primi anni ‘50 quando cominciò la proliferazione nucleare l’OMS espresse preoccupazione per i danni genetici che questa tecnologia poteva causare. Poco dopo l’AIEA (Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica) il cui scopo è lo sviluppo e la sponsorizzazione del nucleare nel mondo firmò un accordo con l’OMS. Queste agenzie hanno in comune che fanno entrambe parte dell’ONU ed il contenuto dell’accordo sanciva che l’OMS non può emettere dati o studi che possano danneggiare la reputazione dell’AIEA: l’omertà globalizzata! In base a questo l’AIEA bloccò nel ‘95 gli atti della conferenza di Ginevra il cui argomento di discussione erano i danni di Chernobyl e tutt’ora non si sa niente di quella conferenza.
Che ci furono solo 65 morti anche un bambino capisce che questo è un insulto all’intelligenza umana, le sostanze radioattive modificano il DNA in modo permanente e possono sia provocare danni somatici, ovvero sulla persona che ha subito le radiazioni, danni che possono essere a breve e lungo termine, ma anche danni genetici che si esplicano nelle generazioni successive. E qui si parla di malformazioni congenite, malattie genetiche e mutazioni che rimangono nel DNA e che costituiranno una predisposizione ad altre malattie come il cancro.
Tra più di 100 anni ancora ci saranno danni derivati da quel terribile incidente, la cifra andrebbe ritoccata un po’ al rialzo. Ma non preoccupatevi, siamo in buone mani, tra tre anni il cancro non sarà più un problema.
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Domenica 2 maggio dalle 10:30 alle 13:00 potrai venire a firmare in Piazza Primavera, per promuovere il referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua.
Comitato ACQUA PUBBLICA Pomigliano d’Arco



























