Energia nucleare a basso costo? Una cazzata
di Davide Montesarchio – La frase che i membri del governo hanno imparato a memoria è: “il nucleare è una energia a basso costo che ci renderà finalmente indipendenti dal petrolio e dal gas russo”.
Questa (dis)informazione è una balla di dimensioni gigantesche, perchè chi ha l’uranio? Giacimenti di uranio degni di nota si trovano in Sudafrica, Stati Uniti, Gabon, Niger, Australia, Kazakistan e poi,rullo di tamburi…in Russia. In pratica non cambierà niente dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico, perchè le scorte italiane sono irrisorie, quindi dovremo sicuramente importarlo ed il paese più vicino, con le scorte maggiori e con cui abbiamo migliori rapporti è la Russia. Si deve poi considerare anche il prezzo dell’ossido di uranio che viene utilizzato nei reattori nucleari, questo è stato in calo fino al 2001, anno nel quale ha raggiunto il suo prezzo più basso, ovvero 7$ a libbra, nel 2007 è diventato invece di 135$ a libbra ed è in continua crescita. In una intervista molto interessante, Isabelle Chevalley, chimica, presidente e fondatrice di Ecologie libérale, un partito svizzero che per inciso è di centro destra; sostiene che è molto difficile che vengano scoperti nuovi giacimenti di uranio e che le miniere di uranio non vengono più sfruttate a fondo perchè è antieconomico e la progressiva mancanza di uranio dovrebbe cominciare a farsi sentire tra il 2015 ed il 2025, proprio quando entreranno in funzione le nostre centrali nucleari italiane. L’estrazione dell’uranio è molto costosa e presenta numerosissimi rischi sia per chi lavora nelle miniere sia per l’ambiente, perchè durante l’estrazione viene liberato il radon, un gas radioattivo ed altri prodotti di decadimento radioattivi. L’uranio poi proprio come il petrolio non può essere utilizzato grezzo, ma deve essere raffinato, questo processo si chiama arricchimento e serve ad innalzare la concentrazione dell’isotopo 235. Il procedimento è complesso e costoso e da 100 Kg di uranio metallico si ricavano al massimo 12,5 Kg di uranio arricchito (combustibile nucleare) e 87,5 Kg di uranio impoverito. Questo secondo tipo di uranio è connotato da una densità molto elevata ed ha utilizzi sia in campo civile come contrappeso in applicazioni aerospaziali, ma soprattutto in campo militare. Per questo processo di arricchimento non abbiamo le infrastrutture, quindi lo dovremmo comperare già arricchito con un sovrapprezzo. Inoltre non dipenderemo dall’estero solo per l’uranio arricchito, ma anche per le scorie, l’Italia non possiede centri di stoccaggio permanenti delle scorie radioattive ed attualmente una buona parte delle scorie le mandiamo in Francia ed Inghilterra, pagando ovviamente il trasporto e l’affitto. Il nucleare è un settore in continua perdita che si finanzia solo grazie alla costruzione di nuove centrali nucleari da parte dello stato, nel 2007 il nucleare era a crescita zero, mentre l’eolico era a +37%. Inoltre per verificare la tesi dell’indipendenza energetica basta guardare appena fuori dei nostri confini nazionali. La Francia con 58 centrali nucleari continua ad importare energia dall’estero, gli Stati Uniti con più di 100 centrali nucleari sono il secondo paese che importa più petrolio al mondo, il primo è il Giappone che possiede ben 53 centrali nucleari. Un affare no?



























