IL TRIANGOLO DELLA MORTE: Nola – Marigliano – Acerra
lunedì, gennaio 25th, 2010 Molti di voi non lo sapranno ma viviamo in un luogo che ha un appellativo strano, a dir poco particolare, sembra quasi il nome di un tratto di mare uscito da un romanzo piratesco. Purtroppo questo appellativo non esce da una storia di pirati e neanche da un film interpretato da Johnny Depp, questo nome racconta una realtà molto più vivida e sporca di quello che si può immaginare. Questo nome è “Triangolo della morte” e così viene definita l’area compresa tra Acerra, Marigliano e Nola in un articolo uscito sul Lancet Oncology (una tra le 5 riviste più importanti al mondo nel campo medico) nel settembre del 2004. Si parla di un aumento vertiginoso dell’incidenza di cancro al fegato, leucemia e linfoma negli uomini, nelle donne invece cancro al fegato, al seno, al colon-retto, leucemia e linfoma. Riguardo il tumore al fegato negli uomini si registrano indici di mortalità pari a 14 e 15 a livello nazionale e in Campania rispettivamente, nella zona dell’ASL Napoli 4 (di cui Pomigliano fa parte) gli indici salgono ad un valore ci 38,4. Nelle donne sempre riguardo il tumore al fegato la media nazionale è pari a 6, la media regionale è pari a 8,5 valore che nell’ASL Napoli 4 sale a 20,8.
Come si può semplicemente constatare la situazione è tragica in quest’area e tutto questo è stato causato come si dice anche nell’articolo da una scorretta gestione dei rifiuti. Questa è un’area dove sono state ritrovate tonnellate di rifiuti scaricati illegalmente ed è solo la punta dell’iceberg, a Marigliano addirittura è stato trovato un intero camion contenente rifiuti tossici sepolto sotto terra. Tutto questo è stato causato dalle ecomafie che guadagnano miliardi trattando la nostra terra come la pattumiera d’Italia e lasciando a noi cittadini solo malattia e morte. Questo è stato possibile anche grazie ad una politica non attenta, grazie a politici che nel migliore dei casi hanno girato la testa da un’altra parte, nel peggiore sono stati dei veri complici di questa vera strage.
Le coltivazioni sono inquinate, i livelli di diossina sono alle stelle, già nell’87 il ministero dell’ambiente definiva la zona di Acerra ad elevato rischio di crisi ambientale. Nel frattempo ci sono stati 22 anni di scarichi abusivi e poi un inceneritore i cui danni solo il tempo e le lapidi sapranno quantificare.
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